Coraggio…entusiasmati!

Ci sono due parole stupende che fanno parte della mia vita: coraggio ed entusiasmo!

CORAGGIO: abbi cuore!

Deriva dal latino coraticum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cor, cordis (cuore) e dal verbo habere (avere) e vuol dire quindi: ho cuore.

Il vero coraggio quindi è quella forza d’animo che ci viene quando facciamo le cose a cui davvero teniamo. Quella “forza segreta” che ci fa affrontare le paure e i pericoli. In fondo, come è possibile rischiare la propria vita o le proprie convinzioni per qualcosa che non crediamo davvero? Metterci il cuore nelle cose che facciamo rende possibile avere una forza in più!

ENTUSIASMO: abitato da dio!

la parola greca ἐνθουσιασμός (enthousiasmós) deriva dal verbo ἐνϑουσιάζω (essere ispirato), contenente il lemma ἔνϑεος – composto di ἐν, in, e ϑεός, dio. Cioè il dio dentro.

L’entusiasmo non è una cosa da ragazzetti. E’ uno stato molto maturo. Quelli che sono sotto la guida di Dio hanno l’entusiasmo perfetto, quello che non finisce subito e che porta frutto.

“io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” – Gesù – wow!

La ricerca della felicità

Felicità, felicità, felicità… tutti la vogliono, nessuno la trova! Ma cos’è la felicità? Senza voler aprire un dibattito filosofico..

“Felicità” deriva dal latino felicitas, derivazione di felix-icis. La radice “fe-” significa abbondanza, ricchezza e prosperità. Possiamo dire che la felicità sia una emozione positiva di chi soddisfa i propri desideri, e vive quindi in abbondanza e ricchezza (emotiva prima che materiale)

Per i greci il concetto di felicità era espresso dal termine eudaimonìa, da cui è derivata la dottrina dell’eudemonismo, cioè la dottrina che ripone nella felicità il bene e quindi la insegue come scopo della vita umana.

eudaimonìa è composto dall’avverbio “eu” (= bene) e “daimon” (= “divinità”, significa il potere che il dio ha sulla sorte di ognuno). Per i greci la felicità era quindi un piacere che dipendeva dalla benevolenza del “daimon”, questo dio misterioso che arbitrariamente dava ad alcuni e toglieva ad altri. Non dipendeva quindi dall’agire autonomo dell’uomo.

Dai tempi dei greci tempo ne è passato…e personalmente ritengo vera l’affermazione di Seneca: “nessuno lontano dalla verità può dirsi felice”.

Non credo che un dio misterioso decida come voglia lui sulla mia sorte. Ma credo che il Dio rivelato mi abbia dato una Verità che è la Via per una Vita felice. In Lui, con Lui. Un po’ come diceva san’tagostino: “Ci hai fatti per Te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in Te”.

E per te cos’è la felicità?