Nichilismo. Il mostro del Nulla

Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al “perché?”. Che cosa significa nichilismo? – che i valori supremi perdono ogni valore. (Friedrich Nietzsche).

“Nichilismo” è una parola che viene dal francese “nihilisme” che è una derivazione del latino “nihil” che vuol dire NIENTE. 

È il pericolo più attuale di oggi. Nel relativismo totalizzante delle culture occidentali pare che non esista più qualcosa che possa essere una guida, una bussola.

A questo servivano e servono i valori. A orientare le scelte di una società.

Svuotare di senso ogni valore porta alla creazione di un mondo unico e individuale. Uno spazio dove conta solo “ciò che fa stare bene a me”.

Il pericolo che si nasconde dietro il nichilismo, però, è la perdita della speranza e del desiderio di portare avanti la società in cui viviamo e operiamo.
Se non esistono più il giusto e sbagliato, il bene e il male, il poco e il troppo, non c’è da meravigliarsi se il mondo in cui viviamo si fermerà girando solo su se stesso in un finto vortice di progresso e modernità.

Io non concordo con il relativismo, che è il frutto del nichilismo.

Nella nostra illusione del “tutto va bene” ci troveremo, prima o poi, superati da popoli e culture che non rinunciano a identità collettive e schemi valoriali diffusi.

…un po’ di Bibbia!

La Bibbia è il libro più venduto al mondo. Qualcuno dice giustamente, ahimè, che sia anche il meno letto. Una cosa che è certa è che l’ignoranza sulla Bibbia sia frastornante.

Partiamo dal nome “Bibbia” per esempio. Non ha niente di “sacro” il suo significato. Vuol dire semplicemente “libri” e deriva dal plurale del termine greco biblìon (=libro). La Bibbia infatti è l’insieme di 66 diversi libri che vanno dalla Genesi e si chiudono con l’Apocalisse. E’ stata scritta in circa 1500 anni e da più di 40 autori diversi.

Qualche personaggio della Bibbia:

  • Dio (ovviamente in prima posizione):
    • deriva dalla radice etimologica ariana div- che indica la luce, ciò che splende. Da cui il latino Deus = Dio, dies = giorno; cioè la parte della giornata caratterizzata dalla luce. Dio cioè con la Sua essenza (di luce) illumina tutto il creato
    • nella Bibbia però con “Dio” si fa riferimento in realtà al tetagramma ebraico יהוה  (in greco YHWH). Comunemente si dice YAHWEH, anche se non corretto perché le vocali sono state perse (visto il divieto di non pronunciare il nome di Dio invano). Vuol dire “Essere” e si collega all’episodio biblico in cui Dio si è presentato a Mosè dicendo: IO SONO COLUI CHE SONO. Dio quindi è Colui che è, Colui che esiste.
  • Gesù:
    • Deriva dall’ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshu’a = Giosuè), adattato in aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshu’a), diventato in greco Ἰησοῦς (Iēsoûs) e poi in latino biblico come Iesus
    • Vuol dire Dio è salvezza o Dio salva. Un nome che conteneva già in sé la missione di Gesù: salvare il mondo dal peccato mediante la Sua morte e Resurrezione
  • Cristo:
    • Non è il cognome di Gesù
    • al greco Χριστός, Christòs) è la traduzione greca del termine ebraico מָשִׁיחַ (mašíaḥ, cioè “unto”), dal quale proviene l’italiano “Messia“. Il Salvatore del mondo!
  • Satana
    • ll nome ebraico, sāṭān, è una derivazione della radice s n, che ha il significato di “osteggiare”, “aggredire” anche solo moralmente, e quindi pure di “accusare” in giudizio e di “calunniare”;
    • Il nome ha assunto il significato di Avversario, Accusatore. Satana infatti è l’avversario di Dio e degli uomini che accusa davanti al Trono del Signore
  • Vangelo
    • dal lat. tardo, crist., evangelium, adattamento del gr. crist.εὐαγγέλιον = “buona novella”
    • Il Vangelo è la buona novella, la buona storia o notizia, che Dio ha mandato Suo Figlio affinché chiunque creda in Lui venga salvato dal peccato e dalla morte spirituale
  • Apocalisse
    • va di moda pensare che voglia dire distruzione e catastrofe. In realtà deriva dal greco apocalypsis e vuol dire “Rivelazione
    • Nel libro dell’Apocalisse, Gesù rivela a Giovanni e a tutti i lettori cosa succederà negli ultimi tempi
  • Redentore
    • dal latino redemptorem. Da red-emptus, participio passato di Redimere che vuol dire Ricomprare, Liberare
    • Gesù è il nostro Redentore perché ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e ci ha ricomprato pagando con la Sua vita al posto della nostra

Per ora diciamo che basta… alla prossima puntata!

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Ricordare… Richiama le cose al tuo cuore!

Ricordare deriva dal latino: re- indietro e cor cuore. Vuol dire cioè richiamare in cuore. 

Nei tempi più antichi, si pensava che il cuore fosse la sede della memoria che oggi sappiamo essere il cervello.

Trovo però che visto sotto questa luce, anche il ricordare assuma una accezione più viva e significativa per la vita. Ricordare, cioè, non vuol dire solamente “avere memoria” ma far vivere dentro di te le esperienze passate, tornando a farle impattare sulla tua essenza e la tua vita (il tuo cuore).

Se ricordo riporto in vita le situazioni che così possono ancora insegnarmi qualcosa. Se ho solo memoria, invece, vivo le cose con freddo distacco. Quindi … da oggi… riporto al mio cuore ciò che la vita mi ha dato!

Egli SI RICORDA in Eterno del suo patto e per mille generazioni della parola da Lui comandata (Salmo 105:8).

Io voglio RICORDARE le bontà del Signore, le lodi del Signore, considerando tutto quello che il Signore ci ha elargito; RICORDERO’ il grand bene che ha fatto alla casa d’Israele, secondo la Sua misericordia e secondo l’abbondanza della Sua bontà (Isaia 63:7).