Etimologia di Ciao!

Una delle parole più conosciute nel mondo, anche da chi Italiano non è, che viene usata in ogni contesto e modo. “Ciao” è una di quelle parole che lega tutti gli italiani nel mondo ed è sinonimo di accoglienza ed amicizia.

E se ti dicessi che almeno all’inizio non era proprio così?

“Ciao” deriva infatti dal termine veneziano s’ciao ([ˈst͡ʃao]), proveniente dal tardolatino sclavus, traducibile come “sono suo schiavo”.

Era più un uso rituale che altro nel quale si intendeva la disponibilità a mettersi a disposizione dell’altro come fa uno schiavo.

Sclavus tuttavia indicava proprio l’etnia slava che per un periodo fornì un gran numero di schiavi ai Romani nella tarda antichità.

Nella Serenissima Venezia più avanti, era comune che gli amanti si chiamassero “schiavi” della dama di cui erano innamorati. E la parola in dialetto usata era proprio quella che dicevamo poco fa ”s’ciavo“.

Con le merci si spostano sempre le persone, e con esse anche le lingue. Ed ecco che “s’ciavo” arriva in Lombardia dove dopo un po’ diventa finalmente “ciao” pronta alla conquista del mondo seguendo le migrazioni, tanto che ora la troviamo in molte lingue. Ad esempio ungherese (csáo), spagnolo (chao), portoghese (tchau), albanese (çao/qao), bosniaco  (ćao), bulgaro, macedone, russo (чао  / čao), ceco, lettone (čau), sloveno (ĉaŭ), estone (tšau), lituano (čiau), maltese (ċaw), rumeno (ciau), serbo, croato ( ћао,  ćao ), turco (çav).

Come sempre quindi l’ etimologia delle parole ci apre una finestra incredibile sul passato. Da ora in poi quando dirai “Ciao” ricordati che non puoi più girare lo sguardo facendo finta di niente!

🙂

 

Nota: articolo frutto di una rielaborazione di varie informazioni presenti su web (Wikipedia, etimoitaliano, unaparolaalgiorno ecc.)

 

 

L’ Estate addosso

Siamo a metà giugno! Questo vuol dire una cosa sola..tra pochi giorni inizierà ufficialmente l’ESTATE!

Mare, chitarra, ferie, viaggi ecc… tutti accomunati da un periodo veramente unico dell’anno dove succedono mille e più cose.

Ma vi siete mai chiesti cosa significhi ESTATE? Beh, come sempre l’ho fatto io per voi.

L’etimologia di “estate” deriva da una radice sanscrita che rappresenta l’idea di ardere, infiammare, accendere.  Una radice che poi ha viaggiato tra le culture, ovviamente, assumendo anche sfumature diverse. In greco αἴθω è rimasto il significato di “ardere” mentre in latino è diventato aestas “calore bruciante”

Non si può negare che d’estate faccia caldo ma a me piace sempre l’idea più romantica e poetica dietro le cose. Non è la stagione dove spesso di accendiamo di emozioni che non riusciamo a provare durante l’anno? Emozioni positive (un tramonto in riva al mare…..) ma anche negative (l’odio per le zanzare! :D).

Ma è sicuramente un periodo di emozioni intense vissute grazie al tempo libero che abbiamo dopo un anno di lavoro ma anche grazie al clima che ci rende più felici. Perché anche gli incalliti imbruttiti diventano più simpatici con una giornata di sole.

 

buona estate!

ref: http://www.etimoitaliano.it 

Repùbblica, cioè la cosa di tutti noi

Oggi in Italia si festeggia la Repubblica (Viva l’Italia! Viva la Libertà! E cose così…).

Ma al di là di non avere la più pallida idea del perché si festeggi la Repùbblica (guardare per credere https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=877469759102837&id=122432671273220), sappiamo cosa sia la Repùbblica?

Intanto vediamo l’origine della parola: dal latino respublica o res publica, propr. «cosa pubblica», quindi «stato, governo».

Nell’era classica infatti stava a indicare ogni Stato non retto da un monarca o da un dittatore. Nei nostri giorni indica una forma di stato di carattere rappresentativo in cui l’organo supremo (capo dello stato) viene eletto o direttamente dal corpo elettorale o dai membri del parlamento.

Per questo in Italia siamo una Repùbblica e in particolare una Repùbblica parlamentare.

La cosa interessante però è proprio il significato originale “cosa pubblica”.

Cosa succederebbe se pensassimo e agissimo davvero considerando il nostro Stato come un qualcosa di veramente nostro? Lo tratteremmo con sfiducia, arroganza e non curanza?

Pensaci.

Sul tema consigli per la lettura:

– “La Repùbblica” di Platone (uno dei miei primi libri filosofici)

– “Il generale e il giudice” di Sepúlveda, perché non c’è modo migliore per apprezzare la Repùbblica se non quello di vedere cosa succeda quando questa non sia presente.

-https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana, così puoi finalmente sapere perché oggi si festeggia la Festa della Repùbblica italiana.

Viva la Repùbblica!